Hotels

16 Tips to Improve Hotel Bookings and Increase Revenue

By Net Affinity in Book Direct February 26, 2018

Every successful hotel pays attention to their customers and this is equally important online. Understanding what motivates a user to book your hotel direct over a competitor, or indeed through an online travel agent, is the key to increasing your bottom line.

Understanding your target market, what their needs are and how they behave when it comes to hotel reservations is the first step. Next you have to put time and effort into a fast-loading and simple to navigate website that will help convert those prospective customers by reducing friction. Having an elegant website with relevant designs will thirdly give your brand a strong identity and allow you to persuade with imagery. After all good quality imagery is an investment worth making in an increasingly competitive online market.

Analysing your data is another crucial step to make sure you are learning and developing your strategy to improve results.

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Boost Your Bookings from Instagram

Boost Your Bookings from Instagram

Instagram’s focus on visuals gives you plenty of opportunities to show off your hotel, wow potential guests and drive bookings– ready to get your Instagram game up to scratch? We’ve created a quick checklist to help you out.

Instagram is, in many ways, the ideal social platform for hotel marketing. Instagram is a place where visuals rule and distractions are kept to a minimal. Instagram is less cluttered than Facebook, giving you the chance to shine, and it’s more permanent than Snapchat.

Is the iPhone Killing Your Hotel Revenue?

Is the iPhone Killing Your Hotel Revenue?

Is the iPhone Killing Your Hotel Revenue?

Here’s what we all know by now: The explosion of smartphone usage over the past few years has been staggering. And not just iPhones, but smartphones of other brands as well…The Pew Research Center reports that 75% of Americans now own a smartphone and half the population own a tablet. Not only is usage increasing and technology getting more sophisticated, consumers are more reliant on their mobile devices. In fact, 9 out of 10 American consumers keep their smartphones within reach 24 hours a day.

This round-the-clock usage has also redefined the way people book travel. A recent Google report revealed that 77% of luxury travelers turn to their mobile devices for trip inspiration. And a whopping 55% then use their smartphones to book their stay! As mobile usage propels forward, so should your response as a hotel marketer. Mobile updates, and the world’s response to them, mean that you can’t simply recycle and reuse last year’s mobile strategy. 2017 is a clean slate to keep pace with mobile’s rapid growth. Here are 5 things you need to know to ride the mobile wave and amplify your mobile revenue this year:

Key Revenue Strategy Trends for 2017.

Key Revenue Strategy Trends for 2017.

Even compared to 2016’s chaos, making predictions for 2017’s revenue strategy trends has proved a challenging task! In many ways, 2016 was a year for defying logic and taking actions that would have been seen as preposterous months earlier. With any luck, 2017 will be a bit steadier. Revenue managers’ drive to progress and develop brings optimism, possibilities and opportunities.

As always, a trends list puts forward many changes to come. How far will these revenue strategy items progress over the 12 months? As we’ve all witnessed, it can take time for changes to take hold in the hotel industry!

Urlare in una piazza vuota – le 10 cose che fai su Facebook ma che non faresti mai nella vita “reale”

Urlare in una piazza vuota – le 10 cose che fai su Facebook ma che non faresti mai nella vita “reale”

Sfatiamo subito un mito: no, i comportamenti che teniamo su Facebook non sono avulsi dalla cosiddetta vita reale. Non esistono gradi di separazione tra il giudizio che un utente può farsi del tuo brand a seconda del mezzo con cui viene in contatto con esso. Se impara a conoscerti attraverso la tua pagina Facebook, ti giudicherà in base al modo in cui comunichi sulla tua pagina Facebook. E cosa c’è di peggio di un hotel che, nel tentativo di promuoversi, si mostra poco incline alla comunicazione con l’ospite e all’accoglienza? Ricordati che i social possono dare alla tua azienda grande visibilità nel bene…e nel male. E che l’errore è dietro l’angolo e può creare grossi danni alla tua immagine. Un’immagine che viene percepita come reale e non virtuale da chi ti legge. Ti faccio un semplice esempio: prova a passare in rassegna i contatti che hai con il tuo profilo personale. Le persone intelligenti che conosci non postano forse contenuti intelligenti? I tuoi amici più simpatici, non condividono post divertenti? E quelli – diciamo così – un po’ più superficiali, non comunicano forse banalità anche su Facebook, proprio come fanno dal vivo? Ecco, per il tuo hotel vale la stessa regola.

Per l’utente social, sei quello che posti. E se posti contenuti poco interessanti, sei un hotel poco interessante. Semplice, no? No, purtroppo non è così semplice. La comunicazione, proprio come l’ospitalità, è un mestiere, una propensione. Ma io sono un albergatore, non un comunicatore!, ribatterai tu. Ok, e io ti risponderò che il tuo lavoro è fatto anche e soprattutto di comunicazione. Con i tuoi ospiti, con il tuo staff, con i tuoi fornitori. E se non sei tenuto a essere un professionista dei social, sei tenuto comunque a conoscere gli strumenti che utilizzi per la promozione dell’hotel e a evitare comportamenti che sono scorretti sui social così come lo sarebbero dal vivo.

Trattandosi di uno strumento virtuale, invece, risulta più facile lasciarsi andare ad atteggiamenti superficiali. La verità è che – e questo vale a tutti i livelli di comunicazione – stiamo trasferendo sui social tutte le peggiori abitudini del nostro rapportarci con il prossimo e molto di più. Tante infatti sono le cose che non faresti mai – o che giudicheresti come maleducate, irrispettose o semplicemente inutili – dal vivo e che invece non ti fai problemi a mettere in pratica sulla tua pagina Facebook. E che possono arrecarti molti danni.
Ne ho selezionate 10: analizza la pagina della tua struttura e prendi le distanze da queste worst practices.

Blogger per promuovere l’hotel: cosa fa, a cosa serve, come sceglierlo

Di Martina Manescalchi, da http://www.hospitalitynews.it

Con buona pace di giornalisti e pubblicitari tradizionali (per quel che può valere questo termine), i blogger sono sempre più richiesti per svolgere attività promozionali nei loro settori di competenza. Hai mai pensato di assoldare un blogger per promuovere la tua struttura? Ci hai pensato ma non sai come fare? Vorresti farlo ma sei confuso e non sai selezionare la persona che fa al caso tuo? Hai paura di sprecare tempo e risorse? Tuo cugino ti ha detto che quello del blogger non è un lavoro vero? Con questo articolo speriamo di chiarirti un po’ le idee.

Per capire meglio come l’attività di blogging possa essere davvero utile alla promozione e alla visibilità di un hotel, abbiamo intervistato una nota rappresentante del settore: Valentina Piccini. Il suo blog Mamme a spillo è un punto di riferimento su tematiche come maternità, famiglia, fashion, travel e lifestyle tanto da essere diventata testimonial per brand del calibro di Mulino Bianco, McDonald’s, Coca Cola, Johnson&Johnson, Chicco. Seguitissima sui social (solo la sua pagina Facebook conta circa 100.000 contatti, con un livello di interazione davvero notevole), partecipa regolarmente a programmi tematici e docufilm in onda sui canali Rai. Mamma di quattro bambini – ma si trova spesso a gestirne ben sei, frutto di una famiglia molto allargata – non poteva non approdare nel mondo dei family hotel. Recentemente protagonista di attività promozionali per il famoso Cavallino Bianco di Ortisei e per Holiday Inn, ci racconta nel dettaglio cosa fa un blogger in hotel, quali sono i risultati del suo lavoro e ci dà qualche prezioso consiglio sia sui servizi family che sulla selezione dei blogger.

Ciao Valentina,  Ci spieghi cosa significa, di fatto, promuovere un brand sul tuo blog e quali sono le richieste delle aziende?

Le aziende mi contattano per far arrivare a un pubblico preciso di utenti (mamme con bambini in età scolare) dei messaggi che intendono veicolare, sia in occasione di lanci di prodotto che in termini di brand reputation. In sostanza acquistano degli spazi nel blog e/o sui social – in particolare Instagram e Facebook – in cui io racconto tramite testo e immagini la mia esperienza di prodotto.

Come vengono misurati i risultati di un’attività come la tua?

Il vero problema è che molto spesso le aziende, di qualsiasi settore si parli, tendono a non avere idea di come misurare il ritorno dell’attività. Spesso si limitano a guardare i “numeri”, il che spinge molti colleghi a giocare in maniera disonesta (per quanto poi ci siano molti sistemi per vedere se quei numeri sono reali o meno). Le aziende estere, invece, mi forniscono quasi sempre dei link tracciati per monitorare la quantità e il tipo di conversione e tendono a richiedere di più la gestione condivisa dell’adv e la visione delle analytics del blog. Insomma, in certi casi è impossibile barare!

Veniamo alle tue importanti esperienze con il mondo dell’ospitalità, in particolare – vista la tua numerosa famiglia – con il settore dei family hotel. Ultimamente hai svolto attività di promozione per il Cavallino Bianco di Ortisei, il miglior hotel al mondo per famiglie: ci racconti questa esperienza?

Beh, il Cavallino Bianco è un po’ il sogno di tutti i genitori: un luogo magico dove tu puoi goderti la vacanza con persone che si prendono cura di tuo figlio anche da mattina a sera, pasti e spettacoli serali compresi. Ti sembrerà strano, ma molto spesso per i genitori, specie con bimbi piccolissimi, la vacanza diventa un incubo, vuoi per la quantità di cose che devi portarti via (un trasloco è nulla a confronto), vuoi perché non tutti i bimbi reagiscono bene ad un ambiente estraneo, vuoi, soprattutto, perché spesso le strutture non hanno il minimo comfort per i bambini e anche solo avere un seggiolino diventa un’utopia. Il Cavallino Bianco è un paradiso, ma con un “problema”: è costoso. Le sistemazioni poi variano dalla camera standard alla suite con tre camere e bagni a misura di piccolino, per cui alla sola consultazione dei prezzi sul sito l’utente medio scappa. La mia “missione” era quella di far capire che ok, si spenderà più rispetto ad un normale hotel nella medesima località (ma non molto…), ma la quantità e la qualità dei servizi per la famiglia sono davvero fuori dal mondo: pensa che tanto in camera quando al ristorante c’è a disposizione gratuitamente qualsiasi cosa per i piccolini, dai pannolini, agli omogeneizzati, al latte in polvere, allo scaldabiberon e le madri di neonati sanno cosa vuol dire!
Non solo: i bambini possono stare al baby parking quanto vogliono (addirittura i genitori scelgono il loro grado di autonomia non in base all’età, ma in base al colore del braccialetto che gli assegnano, per cui i più responsabili possono circolare da soli in hotel e nelle aree adiacenti), ma possono anche trascorrere il tempo con i genitori nelle sale della Spa pensati per la famiglia. Quindi, in questo caso il mio lavoro non riguardava tanto la promozione in sè, quanto la percezione dell’offerta.

Un’altra importante iniziativa che ti ha vista protagonista è stata quella legata ai questionari family per la catena alberghiera Holiday Inn: di cosa si tratta e quali attività hai svolto?

Viaggiare per BLEASURE (business+leisure) è una tendenza che riguarda sempre più mamme e papà. Per questo motivo è nato il programma Kids Stay and Eat Free® di Holiday Inn, che offre ai bambini soggiorno e vitto gratis, proprio per permettere alla famiglia di restare unita senza affrontare una spesa eccessiva. Per Holiday Inn ho condiviso sui miei canali la proposta di partecipare a una Survey elaborata dalla stessa Holiday Inn in collaborazione con Fattore Mamma, per approfondire alcune tematiche legate a questo termine. I risultati ottenuti sono davvero interessanti!

Il ruolo del blogger nel marketing digitale dell’hotel: i pro e i contro

I pro: il buon blogger veicola con un costo accettabile la struttura verso un pubblico potenzialmente molto vasto e ben targettizato. I contro: per trovare il buon blogger e non prendere fregature devi saper misurare l’interazione e preventivare un budget, il tutto senza sapendo che il buon blogger è leale verso il suo pubblico e non promuoverà mai la struttura se l’esperienza non è da consigliare.

Da blogger e da mamma di quattro bambini, cosa ti aspetti da una struttura che si definisce “family”?

Prima cosa, molto semplice: l’amore per i bambini… A volte un sorriso fa la differenza! Sicuramente mi aspetto degli spazi ben delineati e privi di pericoli in cui i bimbi possono essere intrattenuti mentre mi rilasso con mio marito, la possibilità di avere nel menù piatti semplici con mezze porzioni (vogliamo parlare di chi ti fa pagare venti penne al pomodoro come un primo normale?) e un’attrezzatura di base in camera e in altri punti dell’hotel (fasciatoio, scaldabiberon, magari passeggino leggero a disposizione). Però più di ogni altra cosa mi aspetto che i miei figli tornino a casa con la voglia di raccontare a nonni e amichetti le cose divertenti che hanno fatto: al Cavallino Bianco, ad esempio, le mie bimbe hanno imparato a fare il pane con vari impasti e semi, che con me, pessima cuoca, non imparerebbero mai!

A cosa non rinunceresti mai per una vacanza in compagnia dei tuoi bimbi?

Alla comodità: spazi piccoli e non a misura di bambino ti fanno odiare anche il luogo più bello.

Di contro, anche in Italia sta cominciando a prendere piede la tendenza “no kids”: sempre più hotel e ristoranti scelgono di scoraggiare la presenza di bambini, in favore di un’esperienza di relax. Cosa ne pensi e come secondo te andrebbero comunicate certe scelte da parte delle strutture, per evitare che la reputazione ne sia influenzata negativamente?

Posso essere sincera? Da mamma di quattro bambini ti dico che ahimè, spesso ristoratori e direttori di hotel hanno ragione. Solo oggi ho trascorso il pranzo con i miei figli in un ristorante in cui i bambini del tavolo accanto hanno pianto, urlato e soprattutto distrutto tutto ciò che capitava a portata di mano per due lunghe ore. E vogliamo parlare di come può ridurre una buona camera di hotel un bambino “stivaggio”? Senza entrare in temi psicologici, diciamo che l’educazione nei bambini è diventata una cosa rara ed è imbarazzante vedere come alcuni genitori osservino la maleducazione dei propri figli senza battere ciglio. I bambini sono bambini, ok, ma ci sono dei limiti: è chiaro che se questi non vengono rispettati qualcuno debba prendere delle precauzioni, spesso impopolari e che fanno di tutta l’erba un fascio.
Se fossi nei panni del ristoratore o direttore scriverei a caratteri cubitali nel sito e sulla porta di ingresso qualcosa come “i vostri bimbi sono i benvenuti, finché non disturbano il pasto/soggiorno del prossimo”… Credo che questo scoraggi alcuni e per contro rassicuri altri sul clima che si può trovare nella struttura.

In rete imperversano i travel blogger. Come fa una struttura alberghiera a riconoscere i veri influencer nel settore e a scegliere la persona più adatta per questa attività?

Questa è una problematica comune a tutte le categorie del settore.
Intanto, diffidate da chi si definisce “influencer” perché, magari, posta delle foto su Instagram… Sarò di parte, ma un buon contenuto promozionale è fatto anche e soprattutto di parole e il dono della sintassi non è da tutti. Bisogna poi, come ho già detto, misurare le interazioni reali dei vari canali: in quanti e come commentano le foto o i post su fb? Ci sono delle condivisioni? Di chi sono? Il post è scritto in un italiano corretto e piacevole? Le foto sono di buona qualità e denotano cura del contenuto? Altra accortezza: diffidare dei grandi numeri, perché oggi è possibile comprare praticamente di tutto e perdete dieci minuti per “conoscere” il blogger attraverso i suoi follower: chi sono? Si riferiscono a lui/lei come una persona di cui si fidano? Sono in target con ciò che cercate,  li vorreste come ospiti del vostro hotel?

Hotel Trends That Will Shape Guest Experience in 2017

Hotel Trends That Will Shape Guest Experience in 2017

Hotel Trends That Will Shape Guest Experience in 2017

So, what will this year’s trends in hotel guest experience bring? Deanna Ting, as elaborated for Skift the major trends for the hospitality industry in 2017.

Les PME pas assez réactives face à la cybercriminalité

 Les PME pas assez réactives face à la cybercriminalité

Les PME suisses ne sont pas protégées contre la cybercriminalité

Les PME suisses sont extrêmement mal équipées contre le piratage. Si elles sont toujours plus nombreuses à considérer la cybercriminalité comme une menace importante, seules 2,5% disposent d'une protection adéquate.

Dans l'économie suisse, aucun risque global n'a autant gagné en importance que la cybercriminalité. C'est ce que révèle un sondage représentatif de Zurich Assurances parmi les petites et moyennes entreprises. 12% des PME estiment que le piratage constitue pour elles un risque crucial, soit plus de quatre fois le chiffre de 2013. D'autre part, la proportion de PME qui s'estiment trop petites ou insignifiantes pour être la cible d'attaques électroniques a nettement baissé: 13% seulement présument qu'elles ne sont pas concernées.